Il 31 gennaio 2026 si è tenuta l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026 presso la Corte di Appello di Brescia, a cui ha partecipato anche la vicepresidente del nostro Ordine, dottore forestale Emanuela Lombardi.
Per i professionisti dell’area tecnica e ambientale, di particolare rilievo sono i dati relativi ai reati ambientali, che confermano la Lombardia, e nello specifico la provincia di Brescia, come aree di massima allerta per la tutela del territorio.
L’analisi dei reati ambientali nel Distretto di Brescia nell’ultimo anno ha evidenziato un incremento delle violazioni legate alla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, settori dove la competenza dei dottori agronomi e dottori forestali è fondamentale per la prevenzione e il ripristino ambientale.
Per quanto attiene l’emergenza rifiuti e ciclo del cemento: la provincia di Brescia detiene il primato regionale per numero di reati, denunce e sequestri ambientali. Preoccupa in particolare il settore del ciclo del cemento e la gestione illecita dei rifiuti. Un caso emblematico riguarda la scoperta di una discarica abusiva di ingenti quantità di rifiuti ferrosi, che ha portato al sequestro preventivo dell’azienda coinvolta.
Per l’inquinamento idrico e atmosferico, a Brescia si registra un aumento dei reati di inquinamento idrico (da 15 a 22 casi) e atmosferico (da 42 a 49).
Infine, il settore zootecnico: sono emerse violazioni legate alla gestione dei reflui e al mancato rispetto della Direttiva “Nitrati” (91/676/CEE), con ipotesi di illecita gestione di rifiuti e truffa.
Questa analisi sottolinea la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra autorità giudiziaria e professionisti tecnici per contrastare filiere criminali ormai radicate, che minacciano la biodiversità e la salute pubblica del territorio lombardo.