La provocazione scientifica di Stefano Mancuso nel dibattito urbanistico
La gestione del patrimonio arboreo urbano e la resilienza delle nostre città di fronte alla crisi climatica non sono più temi differibili, ma priorità centrali che intersecano la pianificazione territoriale e la sensibilità ecologica. Su questi presupposti si innesta la recente e stimolante riflessione di Stefano Mancuso — neurobiologo vegetale e divulgatore di fama internazionale — condivisa a Brescia in occasione della rassegna Rinascimento Culturale.
Nel suo intervento dal titolo emblematico “Le città ci stanno uccidendo”, Mancuso ha lanciato una proposta che scuote i paradigmi tradizionali della progettazione: depavimentare il 20% delle arterie stradali urbane per trasformarle in veri e propri “fiumi di alberi”, capaci di abbattere le temperature nei centri storici fino a 3°C e contrastare l’effetto isola di calore.
Un contributo che, al di là dei toni volutamente provocatori, assume un valore particolare per la nostra comunità: Mancuso condivide infatti con noi una solida formazione di base in Scienze Agrarie, una radice comune che ha saputo evolvere in un autorevole percorso di ricerca scientifica.
Come Dottori Agronomi e Dottori Forestali, siamo chiamati proprio a questo: mediare tra l’indagine scientifica e l’applicazione tecnica sul campo. La sfida di tradurre visioni pionieristiche in progetti concreti di forestazione urbana, capaci di garantire stabilità, biodiversità e sicurezza, rappresenta oggi il fulcro della nostra missione sul territorio.
Di seguito, proponiamo la lettura dell’articolo del Corriere della Sera che riassume i passaggi chiave dell’incontro: